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Tassa di soggiorno: tutto quello che c'è da sapere


15/06/2023 Stefania Spoltore


La tassa di soggiorno è un tributo locale che gli ospiti di una struttura ricettiva devono pagare per poter pernottare e soggiornare all’interno dell’edificio, cambia in base al comune di riferimento che decide l’entità del tributo valida per tutte le strutture ricettive presenti all’interno del territorio. 


Il tributo non è a carico del gestore di un hotel ma è obbligatorio per il cliente, serve al comune per poter reinvestire la somma di denaro versata in ambito turistico così da garantire servizi turistici efficienti e in grado di soddisfare le esigenze dei visitatori. 

 

La tassa di soggiorno è stata istituita nel 1910 e nel 1938 è stata estesa a tutte le località turistiche nazionali. Nell’ultimo ventennio l’importo dovuto è aumentato e questo potrebbe rappresentare un disincentivo per il flusso turistico, tuttavia, proprio grazie agli aumenti è possibile far fronte ai costi del settore turistico che ogni anno sono sempre più elevati. 

 


Come funziona l’applicazione della tassa di soggiorno


L’imposta di soggiorno è un tributo che può essere istituito esclusivamente dai Comuni turistici, capoluoghi di provincia e città d’arte presenti in Italia, ovvero da tutti quei luoghi maggiormente visitati da turisti nazionali ed internazionali, che presentano un patrimonio artistico e culturale di rilievo. 


A differenza di altre tipologie d’imposta, questa si caratterizza per il suo alto grado di personalizzazione che varia a livello locale in base a diversi parametri: il Comune decide le tariffe, le scadenze e le esenzioni da applicare sulla tassa di soggiorno, ciò significa che i gestori delle strutture ricettive devono adattare il costo della tassa di soggiorno alle regole imposte dall’Ente comunale di riferimento. 


In primo luogo, la tassa di soggiorno cambia in base alla tipologia di struttura ricettiva: è possibile notare come un pernottamento in un hotel di lusso a Milano si caratterizza di una tassa di soggiorno di 5 euro a notte, mentre un bed and breakfast in provincia ha una tassa di soggiorno giornaliera pari a 2 euro a notte.


Ci sono esenzioni destinate ai bambini e ragazzi inferiori ad una determinata età, disabili e accompagnatori, autisti, volontari, forze dell’ordine e altre categorie.


Il ruolo degli operatori turistici


Attraverso la sentenza 22/2016 la Corte dei Conti ha ufficialmente qualificato gli operatori turistici come agenti contabili, soggetti a due obblighi mirati:

 

  • L’obbligo di presentare entro il 30 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento il Modello 21, ovvero il conto di gestione dell’agente contabile.

  • L’obbligo di differenziare le sanzioni e le condanne relative gli agenti contabili per il lavoro di riscossione della tassa di soggiorno, in merito al loro ruolo di sostituti d’imposta. 


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