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Novità fiscali per hotel nel 2026: cosa cambia e come adeguarsi


09/02/2026 Stefania Spoltore


Nel 2026 il quadro fiscale italiano riserva diverse novità di rilievo per il settore turistico-ricettivo. Tra modifiche alle tasse locali, obblighi amministrativi per le locazioni brevi e controlli più stringenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, gli albergatori devono adeguarsi per non incorrere in sanzioni e ottimizzare la gestione fiscale delle loro strutture. In questo articolo vediamo le principali novità fiscali aggiornate a febbraio 2026 e come impattano sul business degli hotel.


Il quadro fiscale dell’hotellerie in Italia

Oltre agli aumenti deliberati da molti Comuni, soprattutto nelle città a forte afflusso turistico e in quelle coinvolte in grandi eventi internazionali, cresce l’attenzione sulla corretta applicazione, riscossione e rendicontazione dell’imposta.

Per gli hotel questo significa:

  • applicare l’importo corretto in base alla categoria della struttura;

  • distinguere correttamente tra ospiti soggetti ed esenti;

  • conservare e trasmettere dati coerenti con i flussi dichiarativi.

Le amministrazioni comunali stanno infatti rafforzando i controlli incrociati tra dati PMS, dichiarazioni periodiche e flussi di incasso, riducendo drasticamente il margine di errore. Anche omissioni involontarie o disallineamenti possono tradursi in sanzioni amministrative e richieste di rettifica.

In questo scenario, una gestione manuale o frammentata della tassa di soggiorno espone la struttura a rischi evitabili.

Controlli fiscali automatizzati: come cambia il rapporto con l’Agenzia delle Entrate

Una delle novità più rilevanti del 2026 è l’evoluzione dei controlli fiscali automatizzati. L’Agenzia delle Entrate utilizza sistemi di analisi avanzata per incrociare in modo sistematico:

  • corrispettivi telematici;

  • fatturazione elettronica;

  • dati provenienti dai gestionali;

  • dichiarazioni fiscali periodiche;

  • informazioni trasmesse da piattaforme di prenotazione online.

Questo approccio consente di individuare anomalie e incoerenze in tempi molto più rapidi rispetto al passato, spesso prima ancora di un accertamento formale.

Per un hotel, le criticità più frequenti riguardano:

  • discrepanze tra prenotazioni effettive e ricavi dichiarati;

  • errori nella classificazione delle operazioni (es. servizi accessori);

  • gestione non allineata tra PMS, contabilità e fatturazione.

Nel 2026, quindi, la fiscalità non si “aggiusta a fine anno”: va gestita correttamente ogni giorno, partendo dai dati operativi. 

Ecco ora una checklist di novità, conferme e aggiornamenti fiscali da conoscere per essere in regola con la tua struttura.

1. Aumento della tassa di soggiorno in molte città italiane

Una delle novità più importanti riguarda la cosiddetta tassa di soggiorno (city tax), che nel 2026 subirà aumenti significativi in diverse destinazioni chiave.

A Milano, ad esempio, la tassa di soggiorno è stata aumentata dal Comune a partire dal 1° gennaio 2026:

  • fino a 10 € per notte nei 4- e 5-stelle;

  • 7,40 € per i 3-stelle;

  • 5 € nei 2-stelle e 4 € nei 1-stelle.
    Anche B&B, affitti brevi e residence sono coinvolti con tariffe fino a 9,50 € in alcuni casi.

Questi incrementi in città come Milano, legati anche ad eventi di rilevanza internazionale come i Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, riichiedono attenzione nella comunicazione ai clienti e nella collezione degli importi corretti al check-in o check-out.

2. Nuovi obblighi fiscali per gli affitti brevi

Con la Legge di Bilancio 2026 sono state introdotte novità importanti anche per chi gestisce affitti brevi e strutture simili a hotel.

 Dal 1° gennaio 2026, chi affitta tre o più immobili come short-term rental deve considerarsi obbligatoriamente un operatore economico e aprire Partita IVA, con la conseguente applicazione della normativa IVA.

Per il settore ricettivo tradizionale, questa novità ha un impatto indiretto ma significativo perché:

  • ridefinisce la concorrenza tra hotel e affitti brevi;

  • rende più chiari gli obblighi amministrativi per chi gestisce più unità abitative.

Chi ha una o due unità può ancora operare come privato, ma oltre questa soglia scattano obblighi fiscali e contabili completi.

3. Controlli fiscali “intelligenti” e incrocio dati automatico

L’Agenzia delle Entrate ha messo in funzione una nuova piattaforma digitale per controlli automatici delle anomalie fiscali. In pratica, non si tratta più di verifiche solo a posteriori, ma di controlli tempestivi sui dati trasmessi (spesso in tempo reale o quasi), con segnalazioni preventive di irregolarità.

I dati delle vendite, dei corrispettivi elettronici, delle fatture e della tassa di soggiorno vengono incrociati con maggiore frequenza. Contemporaneamente, le anomalie (dichiarazioni incomplete, omissioni nella trasmissione dei corrispettivi, discrepanze tra dati dichiarati e reali) possono essere rilevate prima di una verifica formale.

Investire in software gestionali e PMS come Appho che consentono:

  • sincronizzazione automatica dei dati fiscali;

  • invio corretto dei corrispettivi elettronici;

  • reportistica coerente con i dati ufficiali.

In questo modo diminuiscono i rischi di sanzioni, contestazioni o accertamenti più onerosi.

4. Agevolazioni e incentivi ancora disponibili

Non tutte le novità fiscali sono “onere”: ci sono anche strumenti utili per gli hotel che investono in innovazione, sostenibilità e miglioramento infrastrutturale.

 IFIT – tax credit per investimenti turistici, parte del PNRR, è stato confermato anche con regole aggiornate che ne facilitano l’utilizzo e la transferibilità totale del credito d’imposta in favore di istituti bancari o intermediari abilitati.

Questo tipo di agevolazione è particolarmente interessante per le strutture che progettano:

  • ristrutturazioni green;

  • digitalizzazione dei processi;

  • efficienza energetica.

Come adeguarsi alle novità fiscali hotel 2026

Ecco alcune azioni concrete che ogni hotel dovrebbe compiere per affrontare con sicurezza il nuovo contesto fiscale:

  1. Aggiornare i sistemi di gestione (PMS, software di contabilità) per riflettere gli aumenti della tassa di soggiorno e gli obblighi di fatturazione.

  2. Formare il personale di reception e amministrazione sui nuovi importi e sulle modalità di riscossione.

  3. Rivedere i contratti e la gestione degli short-term rental, soprattutto se la struttura offre più unità.

  4. Monitorare i dati trasmessi all’Agenzia delle Entrate per evitare segnalazioni automatiche di irregolarità.

  5. Valutare l’accesso a incentivi fiscali per innovazione e sostenibilità.

Conclusione

Il 2026 porta con sé ulteriori cambiamenti significativi per gli hotel italiani, con impatti diretti sulla gestione quotidiana, sulla fiscalità locale e sulla compliance amministrativa. Adeguarsi presto e con strumenti digitali affidabili e sincronizzati è fondamentale per ridurre i rischi e cogliere opportunità di crescita.

Con sistemi come quelli offerti da Appho, le strutture ricettive possono affrontare queste novità con un controllo totale sui dati fiscali, una gestione automatizzata delle tasse locali e una preparazione solida ai controlli dell’Agenzia delle Entrate, traducendo gli obblighi in vantaggi competitivi.